Per rompere i piattelli ci vuole solo fortuna.
La fortuna di potersi allenare costantemente, nel modo corretto e con piacere.
La fortuna di avere le persone giuste a fianco, che ci tirino su il morale nel momento del bisogno, che ci offrano un caffè tra una serie e l’altra o che ci ricevano a casa con un sorriso e qualcosa di buono da mangiare. Insomma, che ci facciano stare bene.

La fortuna di rendersi conto di esserlo e di poter godere di uno sport così bello, capace di farci guardare dentro e conoscere meglio noi stessi.
In mano, molto più che uno strumento
Non dobbiamo mai dimenticare che, quando tiriamo, teniamo tra le mani vere e proprie opere d’arte, create da maestri contemporanei della precisione.
Opere in grado di contenere e direzionare enormi quantità di energia, che viene liberata col solo scopo di colpire un bersaglio e mettere in mostra, così, le nostre capacità umane.
Un buon fucile è legno e ferro trasformati dalla competenza tecnica, dal lavoro e dalla passione di tante persone. Artisti artigiani impegnati nello sviluppo e nella costruzione di strumenti che hanno raggiunto, ormai, livelli sorprendenti di eccellenza ingegneristica.
Anche al di là dell’arma, la tecnologia continua ad aiutarci e a sorprenderci. I sistemi elettronici e informatici di ultima generazione permettono di rilevare dati veri, precisi e misurati in tempo reale durante l’attività sul campo. E di consegnarceli poi in mano, sui nostri cellulari.
Oltre la fortuna
Va bene… ci vuole fortuna e ci vuole un’ottima arma, ma occorre anche la perseveranza di allenarsi a lungo, bene, in modo bilanciato.
Solo così possiamo avere la serenità e la consapevolezza di aver dato il massimo. Solo così siamo sicuri di performare bene quanto lo strumento che imbracciamo, a volte anche meglio.
Tutto sommato, viviamo in un’epoca dove ognuno può scegliere come e dove concentrare i propri sforzi. Per rompere quel piattello in più, basta solo decidersi e lasciare alle spalle, ogni tanto, la paura di provare cose nuove.
Autore

Gianluca Dapelo
Tiratore e ingegnere
Nato a Dicembre 1989 in Concepción, Cile, una città con poca attività tiravolistica che ha forzato il dovere di imparare le diverse scienze e dinamiche dell’arma, dell’atleta e dello sport; due titoli di campione nazionale della F.O.
Trasferito temporalmente in Italia il 2019 per allenamento, con l’ambizione di vincere una carta olimpica per Tokyo e poi, definitivamente il 2020 con l’aspirazione di collaborare nello sviluppo del tiro.
Nell’allenarsi da solo come tiratore pseudo-professionista ha scoperto un sistema di allenamento gratuito che l’ha aiutato ad alzare sostanzialmente il suo livello di performance ed ha trovato la possibilità di collaborare direttamente con detto progetto: Shooting Data.
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Questo del tiro a volo è uno sport tra i più difficili,a parte la tecnica e costante allenamento
Occorre umiltà tanta pazienza e massima concentrazione,una distrazione ti viene uno 0 che ti pregiudica una gara.
Arrivare in vetta costa tante rinuncie e tanti sacrifici.