Nel tiro a volo la differenza tra un piattello “fumato” e un “zero” non risiede solo nella mira del tiratore ma in tutta la preparazione che precede la chiamata.
Rispetto al passato il tiro a volo si sta evolvendo, un tempo percepito come prevalentemente statico e basato sull’esperienza, l’approccio sta virando decisamente verso una visione olistica e scientifica della performance. Per questo motivo, l’attuale paradigma non ammette più la semplice etichetta di “tiratore”, ma riconosce pienamente la figura dell’atleta.
Questo cambiamento implica una preparazione che abbraccia tre pilastri fondamentali. La preparazione fisica, perché l’atto del tiro, benché rapidissimo, richiede una stabilità muscolare eccellente, resistenza allo sforzo prolungato (soprattutto durante il periodo estivo), e una biomeccanica ottimizzata per assorbire il rinculo e mantenere la coerenza del gesto.
La preparazione tecnica, che consente di padroneggiare la lettura della traiettoria, l’anticipo e l’adattabilità alle mutevoli condizioni ambientali (vento, luce ecc). A questo si aggiunge la strategia di gara, ovvero la gestione delle serie, la pianificazione dell’approccio a diverse pedane e l’analisi post-tiro.
Ultima ma non meno importante, la preparazione mentale. Forse il fattore più critico del tiro a volo, dove il livello di concentrazione richiesto è estenuante. Tecniche di mindfulness, visualizzazione, gestione dello stress e resilience sono diventate pratiche standard. La capacità di “resettare” dopo un errore, di mantenere il flow state e di gestire la pressione della competizione sono ciò che separa i campioni dagli altri.
L’atleta di tiro a volo moderno è quindi un professionista che combina precisione balistica, forza fisica e disciplina mentale, rendendo la sua preparazione un modello di eccellenza sportiva a 360 gradi.
Guida all’allenamento per il tiro a volo
Guardando una gara di tiro a volo si avrà subito la percezione di uno sport statico. Per compiere in modo perfetto il gesto sportivo però, è necessario compiere uno sforzo di resistenza isometrica ed esplosività controllata. L’allenamento per il tiro a volo non è casuale, ma include programmi specifici focalizzati su core stability, equilibrio e resistenza cardiovascolare.
La pedana richiede una base d’appoggio granitica, perché perdere l’equilibrio durante lo sparo rende il movimento del tutto sbagliato. Allenare il core e la stabilità, con esercizi come il plank e il dead bug, è essenziale per mantenere la schiena nella corretta posizione e assorbire il rinculo senza scomporsi.
Allo stesso tempo la propriocezione e l’equilibrio non possono essere trascurati. Lavorare su una tavoletta propriocettiva, nota come bozu, è fondamentale per migliorare l’equilibrio. Questo si rifletterà in un brandeggio dell’arma più fluido e naturale, indipendentemente dall’angolo di uscita del piattello.
Mentre possedere una buona forza della parte superiore, in particolar modo spalle e avambracci, eseguendo esercizi come i push-up, le trazioni o il press, sarà utile per gestire il peso del fucile durante una serie lunga senza che le canne inizino a “ballare”.
Che esercizi fare per il fisico?
L’allenamento fisico è molto importante, come abbiamo appena visto. Effettuarlo in modo specifico, magari con l’aiuto di un professionista, è auspicabile per chiunque voglia raggiungere un buon livello.
L’obiettivo primario è sicuramente costruire una struttura capace di sostenere il peso dell’arma con naturalezza, mantenendo un baricentro immobile. Un esercizio fondamentale è la tenuta isometrica del fucile, o di un peso equivalente, in posizione di puntamento: mantenere la postura corretta per intervalli crescenti abitua i deltoidi e i muscoli della schiena a gestire lo sforzo.
Per la parte inferiore del corpo invece, sono utilissimi gli affondi statici controllati, che rinforzano la base d’appoggio e migliorano la stabilità del bacino durante il brandeggio. La rotazione del busto va invece allenata con torsioni lente, utilizzando un bastone sulle spalle o piccoli elastici, per rendere fluido il movimento laterale senza strappi.
Molto efficaci sono anche i classici piegamenti sulle braccia, che conferiscono la giusta tonicità ai pettorali e ai tricipiti, necessari per una spalla solida. Concludere sempre con rotazioni del collo e stretching della colonna permette di scaricare le tensioni accumulate in pedana e mantenere la reattività nervosa necessaria per intercettare il piattello.
Come migliorare la mente?
Una volta acquisita la tecnica di tiro, la vera sfida si sposta a livello mentale. Vediamo allora 4 tecniche utili nel tiro a volo:
- la visualizzazione o mental imagery: prima di entrare in pedana, chiudere gli occhi e visualizzare il piattello che esce, il movimento fluido, l’anticipo perfetto e la rottura. Il cervello non distingue tra un gesto fisico e uno vividamente immaginato, per questo questa tecnica è molto efficace.
- La gestione del respiro: usare la respirazione diaframmatica tra un piattello e l’altro per abbassare i battiti è frequente tra i tiratori di alto livello. Anche la respirazione quadratica o box breathing è una tecnica di rilassamento tattica molto utilizzata.
- La routine pre-gara: crearsi un proprio rituale è utile. Caricamento, posizione dei piedi, sguardo al testimone, la routine è l’ancora di salvezza quando la pressione della gara si fa sentire.
- Praticare yoga: ne abbiamo parlato spesso perché lo yoga aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza del proprio respiro e della postura, due elementi fondamentali nel tiro a volo.
Su questo blog ne abbiamo parlato spesso. Il mental training è ormai adottato in qualsiasi sport e nel tiro a volo, dove la componente mentale è preponderante, è ancora più importante.
Come allenarsi durante l’offseason del tiro a volo
Quando i campi chiudono o le gare scarseggiano l’importante è non fermarsi e appendere il fucile al chiodo, perché qui che si costruisce la stagione che verrà.
Infatti, è possibile anche allenarsi a casa, con tecniche come quella del “tiro in bianco”. Dedicando soli 15 minuti al giorno a imbracciare il fucile scarico in casa (in totale sicurezza), davanti a uno specchio o seguendo con le canne dei piccoli riferimenti alle pareti,sarà utile per automatizzare la memoria muscolare e non perdere fluidità nel gesto tecnico.
I campi all’aperto saranno chiusi ma le palestre no. Oltre ai classici esercizi visti in precedenza, è sicuramente utile dedicarsi ad attività che migliorano i riflessi e la coordinazione occhio-mano, come il tennis tavolo o il padel. Mantengono il cervello “acceso” e reattivo ed il corpo allenato!
Durante l’off season poi, è il momento migliore per percorrere strade mai provate prima, senza dover combattere l’ansia da prestazione delle gare domenicali.
Autore

Simone Manetti
Appassionato di armi e tiro
Classe 1993, toscano di nascita e per attitudine, laureato in economia. Da anni collabora con aziende del settore armiero e delle munizioni, affiancando allo studio della tecnica una profonda passione per tutto ciò che riguarda il mondo del tiro e dell’outdoor.
Come allenare fisico e mente per il tiro a volo
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