Nel 1964, con Ennio Mattarelli, un fucile Perazzi salì per la prima volta sul podio olimpico. Da quel giorno si è aperto un ciclo. Sono infatti arrivate altre 54 medaglie, che hanno arricchito il nostro palmares.
Ma per comprendere l’intuizione dietro questi grandi traguardi dobbiamo fare un passo indietro. Anzi molti passi in più.

Già, perché l’idea di fondo nacque a mio padre, che più di sessant’anni fa decise di realizzare un’arma specifica per le competizioni. Prima, infatti, i fucili da tiro non erano altro che fucili da caccia riadattati e trasformati per l’uso sportivo.
Mio padre pensò invece di costruire qualcosa che fosse ben bilanciato e con le caratteristiche ideali per il tiro al piattello, ricercando materiali di indubbia qualità. Così, da allora, abbiamo consolidato una tradizione che portiamo avanti con determinazione.
Siamo orgogliosi del fatto che un fucile che abbiamo prodotto possa essere imbracciato da un atleta olimpico. Per noi, infatti, gli sportivi giocano un ruolo cruciale nel processo produttivo: a loro proponiamo infatti quelle innovazioni che poi saranno testate per diventare parti costitutive dei nostri fucili.
Un’arma Perazzi, infatti, si adatta perfettamente ad ogni tipo di tiratore, dall’esperto al neofita. Chiaramente, starà poi al singolo trovare la giusta combinazione con il calcio, che deve essere studiato e personalizzato su ogni fisicità.
Ma in questa video intervista su Shooting Post vi parlerò anche degli accessori che secondo me sono indispensabili, così come quello che facciamo per essere al fianco di chi si affaccia per la prima volta a questo sport.


Mauro Perazzi
Titolare Armi Perazzi
Ha ereditato le redini dell’azienda fondata dal padre nel 1957, che oggi dirige e dove vengono realizzati prestigiosi fucili da caccia e da competizione. I tiratori Perazzi detengono il record di medaglie Olimpiche, in totale 55, conquistate a partire dal 1964, con l’Oro di Tokyo.
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