A soli 21 anni aveva già vinto la finale della Coppa del Mondo nella specialità trap, a Nuova Delhi. L’anno scorso ha fatto il bis in squadra mista, insieme a Valerio Grazini, vincendo in Coppa del Mondo e sempre a Nuova Dheli.
L’India evidentemente porta fortuna ad Alessia Iezzi, 26 anni, campionessa di tiro a volo del gruppo sportivo dei carabinieri. “Il primo trofeo a Nuova Delhi è stato forse l’emozione più grande della mia carriera di atleta” ci racconta nell’intervista fatta a Lonato.

Fu un successo straordinario, anche perché la giovane tiratrice veniva da un periodo molto buio. Tutte le gare andavano male, il morale era molto basso e aveva quasi perso la speranza in una carriera sportiva di successo. La vittoria la travolse quando meno se l’aspettava.
Nel corso della chiacchierata Alessia ci racconta le origini della sua dedizione: la passione di nonno Carmine e poi del padre Antonello, il campo di tiro di famiglia nel pescarese, la curiosità di provare per la prima volta a sparare.
Il battesimo della pedana è stato a 9 anni, al campo Valle Aniene di Roma: piattello centrato al primo colpo. A 10 anni già partecipava alle prime gare, nel settore giovanile, e a 14 era a Belgrado per il suo primo mondiale.
Il segreto per ottenere risultati così importanti ci viene presto svelato: impegno, passione e tanto sacrificio. La campionessa 26enne descrive, infatti, nel dettaglio la sua settimana tipo di duro allenamento, tra campo e palestra.
Di tempo libero ne rimane poco, ma è sufficiente per lasciarle coltivare anche una seconda passione, di cui ci parla ampiamente durante l’intervista.

Le chiediamo poi quali sono i suoi obiettivi per il futuro. “Obiettivi? Io non ho obiettivi a lungo termine, mi godo ogni momento, gara per gara. Ora mi sto preparando per la prova di Coppa del Mondo a Baku”.
Il nostro scambio con Alessia si conclude con la sua spiegazione su come si può iniziare a praticare il tiro a volo, iniziando dalla prova gratuita messa a disposizione dal progetto Neofitav. “È uno sport che consiglio a tutti. Per prima cosa perché insegna ad essere responsabili, dato che si fa con un’arma in mano. E poi allena tantissimo la concentrazione: è un’attività di testa”.
Parole che sottoscriviamo in pieno. Guarda l’intervista completa!

Nicolò Fabbriziani
Responsabile comunicazione e Marketing CNCN
Romano classe 1992, laureato in economia e management e da tempo impegnato nella promozione degli sport di tiro con progetti dedicati ai neofiti.
Grande appassionato di armi e fruitore della vita all’aria aperta.
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