Oggi a Shooting Post è nostra ospite un’atleta internazionale, Danka Bartekova. Danka, 37 anni, è una tiratrice straordinaria, che in tanti anni di carriera ha vinto tantissimi premi importanti, non ultimo il bronzo alle Olimpiadi di Londra, nella specialità dello skeet.
La sua storia inizia nel 1998, in Slovacchia, dove è nata, quando il padre e lo zio, entrambi cacciatori, la portarono per la prima volta al campo di tiro, vicino casa. Sparò ad occhi chiusi. “Fu amore al primo colpo” ci rivela nell’intervista.
Da lì iniziò a lavorare sodo per raggiungere la vetta. “Sono molti i piattelli che ho sbagliato, ma piano piano, giorno dopo giorno, si arriva a colpire quel piattello in più. Fa parte del gioco: si sbaglia, si perde, ma l’importante è non mollare mai”.
La sua prima grande ispirazione è stata una tiratrice slovacca, Andrea Stranovská, che già al tempo era un’atleta internazionale. Era la dimostrazione vivente, infatti, che una donna poteva emergere a livello mondiale anche se proveniva da un piccolo Paese come la Slovacchia. Altri idoli erano i grandi tiratori americani, “ma anche italiani come Ennio Falco ed Andrea Benelli” specifica, nel corso della chiacchierata.

Da 6 o 7 anni Danka si allena in Italia, a Montecatini, nell’accademia creata da Bruno Rossetti. Qui ha scoperto un nuovo mondo, un contesto ideale e una giusta mentalità per sfornare dei veri campioni. “Gli atleti italiani sono molto fortunati” commenta.
Ci racconta, poi, che la gara migliore che ha disputato è stata l’europeo del 2008, quando ha raggiunto il record del mondo nelle tre serie di qualificazione, 74 piattelli su 75. E poi l’ha superato nella finale: en-plein, non ha sbagliato un colpo, per uno score conclusivo di 99/100.
“Certo, c’è anche stata l’olimpiade l’anno scorso. Ma quel caso è diverso, è una gara che si vince fuori dalla pedana, diciamo” dichiara la campionessa.
Il prossimo obiettivo sarà la coppa del mondo in Corea, a Changwon, a luglio. Tra l’altro questo è un periodo particolarmente delicato per gli atleti di alto livello, perché a breve si distribuiranno le carte olimpiche per Parigi 2024.
Da questo punto di vista, le gare più importanti quest’anno saranno l’europeo in Croazia e il mondiale a Cipro.
Alla fine dell’intervista, le abbiamo chiesto perché, secondo lei, un giovane dovrebbe avvicinarsi ad una disciplina come il tiro a volo. La risposta è stata piena di entusiasmo: “Perché è lo sport migliore al mondo! È un modo fantastico per mettere alla prova sé stessi. E poi è molto inclusivo, può sparare chiunque: uomini, donne, giovani, anziani, anche i disabili: davvero tutti! Ognuno può avere l’occasione di sentirsi bene praticando questo sport elegante”.

E quando si vince?
“Quando vinci una gara, la soddisfazione è immensa. Rende felice. Ed è la felicità che ognuno di noi cerca nel campo da tiro” ci spiega Danka, con la luce negli occhi.
Guarda la sua intervista completa!

Nicolò Fabbriziani
Responsabile comunicazione e Marketing CNCN
Romano classe 1992, laureato in economia e management e da tempo impegnato nella promozione degli sport di tiro con progetti dedicati ai neofiti.
Grande appassionato di armi e fruitore della vita all’aria aperta.
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